Whirlpool investe nella crescita italiana

Negli ultimi anni sono state molte le notizie di chiusura e trasferimento di siti produttivi dal nostro Paese all’estero, con buona pace dei lavoratori e delle speranze di crescita.

Whirlpool_EMEAControcorrente rispetto a questa tendenza, Whirlpool ha annunciato proprio in questi giorni l’intenzione di chiudere la propria fabbrica di Norrkoeping in Svezia per rilanciare la competitività delle sue linee di prodotti ad incasso nell’area cosiddetta EMEA (Europa, Sud Est Asiatico e Africa).

L’annuncio, che si inserisce in un quadro più ampio di riassetto aziendale, è un primo passo per il consolidamento della produzione di microonde ad incasso in un unico hub europeo, che sarà proprio in Italia, più precisamente in provincia di Varese. Il resto della produzione, una piccola parte comprendente alcune piattaforme dedicate, sarà decentrata negli Stati Uniti. Whirlpool ha inoltre già espresso la volontà di aprire nelle prossime settimane un tavolo di trattativa con i sindacati svedesi, in modo da garantire la miglior gestione possibile di questo passaggio senza penalizzare i lavoratori.

Non solo produzione: anche le attività di ricerca e sviluppo migreranno presso il centro d’eccellenza del Varesotto, che assumerà un ruolo centralissimo per quanto riguarda tecnologia e logistica.

“L’assetto produttivo attuale dell’incasso non è più competitivo. Questo piano ci aiuterà a migliorare la nostra posizione sui costi, e creerà consistenti economie di scala” ha affermato Davide Castiglioni, vice presidente del settore Industrial Operations, Whirlpool EMEA.

Un piano di rilancio, dunque, che vedrà l’Italia giocare un ruolo da protagonista per Whirlpool: chissà se questo potrà essere il primo sassolino che darà il via alla valanga della ripresa economica.

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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