stop assistenzialismo: a Vicenza prove di welfare inclusivo

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

Se nel vocabolario esistono due parole diverse, che non sono neppure sinonimi, un motivo ci sarà: “bontà” e “buonismo” sono, infatti, concetti sostanzialmente differenti.

La prima, leggiamo, è la

presenza di doti o qualità che incontrino l’approvazione dal punto di vista morale o sul piano della funzionalità o del gusto

il secondo, invece, è

l’atteggiamento di chi attraverso parole o azioni vuole essere (o apparire) buono sempre e comunque, più preoccupato ad ottenere una buona valutazione dagli altri

Opinione personale: la prima abbonda, ed è bene sia così, ma se ne parla troppo poco, tanto è vero che #buonanuova nasce proprio dall’esigenza di rimediare a questa deriva; il secondo è altrettanto diffuso, ma non altrettanto positivo, e troppo spesso viene scambiato con la sua ben più nobile “cugina”.

Un'immagine della piazza principale di Vicenza

Un’immagine della piazza principale di Vicenza

Una riflessione in merito merita quel che sta succedendo a Vicenza, dove il sindaco Achille Variati (PD) ha imposto un regolamento comunale che punta a decretare lo stop all’assistenzialismo (un altro –ismo, e il suffisso non è casuale..) per far nascere un nuovo welfare inclusivo.

In sostanza si chiede ai cittadini di tornare a riconoscere che accanto ai diritti, sacrosanti, esistono anche degli altrettanto sacrosanti doveri da rispettare.

Il “caso” nasce dalle pieghe del bilancio comunale, dove si annidano ben 5 milioni di euro spesi per attività di sostegno sociale al reddito.

L’amministrazione – spiega il sindaco di Vicenza – è tenuta a garantirlo nei casi in cui l’ISEE sia inferiore a 6440€, certificati. Nessun problema nel continuare a farlo, tanto è vero che nel 2013 abbiamo speso 60mila euro per pagare le bollette dell’elettricità delle famiglie in difficoltà di un campo nomadi.

Poi l’idea, per molti versi rivoluzionaria:

D’ora in avanti, però, il Comune di Vicenza chiederà alle persone adulte e fisicamente in grado di lavorare di dare qualcosa in cambio di questi contributi, per esempio sotto forma di lavori utili per la comunità come la pulizia delle strade o lo sfalcio dell’erba.

Quanti piccioni potrebbe prendere questa fava?

Anzitutto, si stimolano gli indigenti a trovare un lavoro “vero” uscendo così dalla propria condizione di difficoltà: lavorare per lavorare, meglio farlo per uno stipendio dignitoso anziché per un contributo, no? Peraltro chi dovesse trovare lavoro uscirebbe automaticamente dal “libro paga” di Vicenza, con sollievo delle casse comunali.

Dopodiché, si prova a stanare i falsi poveri. Quanti, infatti, hanno dichiarato un reddito inferiore ai 6440€ certificati ISEE per avere tutta quella serie di agevolazioni come buoni pasto gratuiti nelle mense scolastiche, tasse calmierate e quant’altro? Il regolamento del Comune di Vicenza punta a portare queste persone a lavorare per la comunità, o a scegliere di “emergere” se questo impegno dovesse diventare incompatibile con il vero e redditizio lavoro svolto senza pagare le tasse.

Così – chiosa Variati – possiamo avere un controllo delle persone aiutate ed eventualmente segnalare alla Finanza le situazioni meno trasparenti, per le dovute verifiche.

Infine, i vicentini potranno avere una città più pulita e in ordine praticamente a costo zero, o meglio senza alcun aggravio sul bilancio delle attività sociali. Le critiche a questa iniziativa sono piovute sia da destra che dalla maggioranza di centro-sinistra, segno del fatto che può essere una buona idea; invece che discutere sempre partendo da un preconcetto ideologico, perché non mettere alla prova questa iniziativa e giudicarla sulla base della sua effettiva efficacia?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *