Pechino, la metro si paga coi vuoti delle bottiglie

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Quando si riesce a coniugare la sensibilità ambientale con quella sociale ed economica, il mix che ne scaturisce è vincente, potenzialmente deflagrante e rivoluzionario.

In Germania e nei Paesi del Nord Europa, il concetto di “vuoto a rendere” è assodato: per ogni bottiglia di vetro vuota riconsegnata negli appositi punti di raccolta, si riceve in cambio la – piccola – quota della cauzione. Un “business” che funziona come forma di welfare, perché non è raro trovare dei clochard che si sostentano girovagando a caccia di bottiglie vuote, che anziché essere considerate un rifiuto si trasformano in un piccolo tesoro.

A Pechino, invece, vogliono provare a lanciare la sensibilità ambientale mediante un’iniziativa analoga che sta per essere sperimentata nelle stazioni della metropolitana 10.

Accanto alle classiche biglietterie automatiche, infatti, stanno per essere installati alcuni strani contenitori. Sono “mangiabottiglie” capaci di raccogliere le bottiglie di plastica e di ricaricare la tessera dell’abbonamento ai mezzi pubblici con 7 centesimi di yuan di credito per ogni bottiglia smaltita.

bottiglie-plasticaCon 15 bottiglie si copre il prezzo di un biglietto, ma naturalmente non è necessario portarle tutte in una volta sola: questo “vuoto a rendere”, infatti, dà diritto a un credito cumulabile che può essere speso al raggiungimento delle soglie necessarie, un po’ come le raccolte punti dei supermercati.

Portarsi appresso delle bottiglie di plastica è più scomodo e ingombrante rispetto a tenere in tasca un po’ di moneta, ma il vantaggio economico è tangibile e i creatori dell’iniziativa scommettono proprio su questo: la molla economica convincerà i cinesi a coltivare una sensibilità ambientale, che ancora non è maturata all’ombra della Grande Muraglia.

Del resto il problema è piuttosto serio, non solo per i cinesi ma per l’intero Pianeta: 1.5 miliardi di persone che stanno conoscendo una rapida e massiccia industrializzazione e “occidentalizzazione” sono tante per la nostra Terra, già depredata di risorse negli ultimi 50 anni come mai in tutto il resto della sua Storia, e riuscire a convincerle che il riciclo può essere la strada per uno sviluppo più sostenibile sarebbe un bel colpo. Anche partendo da questi piccoli gesti.

Se l’iniziativa avrà successo il progetto sarà allargato anche alle fermate degli autobus e ai quartieri residenziali della città.

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