pronta la lente a contatto Google per curare il diabete

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

Google ci ha cambiato la vita, ma certo non è appagata: dopo averci insegnato a navigare nell’oceano delle informazioni proposte su internet, e aver realizzato – con Android – un ecosistema di utilità sempre al nostro servizio, Mountain View è pronta a rivoluzionare il nostro modo di interagire con il mondo reale (e non più soltanto con quello virtuale) attraverso il lancio in grande stile sul mercato dei Google Glasses.

Chi pensa che sia finita qui non ha ben chiaro il modo di interpretare il mondo di “Big G”:

proprio i Glasses, che il grande pubblico ancora non conosce, sono un progetto che già appartiene al passato per questo team di visionari sviluppatori che guardano sempre un passo avanti.

Le lenti a contatto hi-tech di Google per i diabetici

le lenti a contatto hi-tech di Google per i diabetici. Fonte: macitynet.it

E’ notizia di questi giorni l’acquisizione da parte di Google di diverse startup, tra le quali Nest (che segna l’ingresso del gruppo nel settore della domotica più avanzata), ma c’è una novità pronta a fare ancora più scalpore: Google sarebbe a caccia di partner qualificati per produrre su larga scala lenti a contatto intelligenti, capaci di cambiare per sempre la vita anzitutto ai diabetici.

Ad oggi, infatti (e chi soffre di questa malattia lo sa bene), per misurare il livello di zucchero nel sangue è necessario ferirsi leggermente al polpastrello di un dito e far uscire una goccia di sangue, da inserire in un dispositivo portatile in grado di calcolare il tasso di glucosio.

Ma presto non sarà più così, perché sarà sufficiente indossare le lenti a contatto di Google per eseguire la stessa misurazione attraverso un sensore in grado di misurare i parametri delle lacrime del bulbo oculare. Questo invierà i dati ad uno smartphone abbinato grazie a una connessione WiFi, ed è facile pensare che quando i valori si avvicineranno alle soglie “critiche” il telefono invierà una notifica alla persona, invitandola a intervenire per normalizzare la situazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *