Immagazzinare l’energia pulita: Harvard e le batterie di flusso

Stoccare in grandi quantità l’energia prodotta con fonti rinnovabili: il sogno di molti scienziati sembra aver compiuto un ulteriore passo verso la sua concretizzazione.

L’Università di Harvard ha pubblicato nei giorni scorsi uno studio sulla rivista “Nature”, azzardando una soluzione che potrebbe rappresentare una svolta per la produzione e soprattutto la conservazione dell’energia pulita.

I ricercatori hanno infatti ipotizzato l’uso di particolari batterie ricaricabili in grado di convertire l’energia chimica in energia elettrica, chiamate batterie di flusso.

solare_eolicoIl funzionamento è relativamente semplice, almeno sulla carta: alla batteria vera e propria vengono collegati dei serbatoi contenti le sostanze chimiche necessarie alla conservazione dell’energia, garantendo quindi la possibilità di aumentare la capacità di una batteria aggiungendo nuovi serbatoi. Questa versatilità renderebbe le batterie di flusso particolarmente adatte per lo stoccaggio di energia su larga scala.

A controbilanciare la semplicità del funzionamento è stato fino ad oggi l’elevato costo degli elementi elettro-attivi necessari per il corretto funzionamento delle batterie di flusso. Quelle attualmente in commercio utilizzano infatti il costosissimo vanadio, che i ricercatori statunitensi hanno proposto di sostituire con i chinoni, una sorta di composto organico che si trova ad esempio nelle piante come il rabarbaro, o nel petrolio. Dopo un anno di lavoro su questa strada è stata messa a punto una batteria con prestazioni pari a quelle alimentate a vanadio: un esperimento di laboratorio che potrebbe presto essere messo in produzione.

Volgerebbe quindi al termine il binomio indissolubile che lega la produzione di energia rinnovabile alla disponibilità delle fonti primarie, come il sole per gli impianti fotovoltaici o il vento per quelli eolici.

Insomma, dopo i giovani scienziati della Big Bang UK Young Scientists and Engineers Fair, che al di là di ogni tradizionale concezione energetica hanno usato mille cavoletti di Bruxelles per dare energia alle luminarie di un albero di Natale londinese lo scorso dicembre, ora Harvard risponde con i chinoni.

Che il 2014 sia davvero l’anno dell’energia pulita?

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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