Expo 2015, padiglioni anche nel centro di Milano

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

Se Shanghai ha cambiato volto sotto l’impulso di miliardi di investimenti di un Governo intenzionato a mostrare al mondo la propria vetrina più moderna e scintillante, per Expo 2015 Milano non potrà contare su altrettanta dovizia.

Poco male: come sempre, in Italia, la mancanza di mezzi viene compensata dall’ingegno.

E’ bastato scegliere un tema molto sentito (oltreché particolarmente “in linea” con l’immagine internazionale del nostro Paese) come “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” per convincere tantissimi che non si può mancare a un appuntamento così importante.

Logo Expo 2015

Il logo di Expo 2015

Ad oggi sono già 141 i Paesi che hanno chiesto (e ottenuto) di esserci, in rappresentanza dell’87% della popolazione mondiale. Al punto che dovranno essere allestiti più padiglioni rispetto a quanti ce ne fossero a Shanghai. Gli spazi disponibili scarseggiano?

Certo, ma ancora una volta il genio italiano ha pronta la soluzione adatta per risolvere il problema prima ancora che questo si presenti: l’area tra Rho e Pero, che ospiterà i padiglioni di Expo 2015, “regalerà” una delle sue cinque aree tematiche alla Triennale.

Naturalmente l’onore spetterà ad “Art and Food”, una delle importanti declinazioni scelte per parlare del tema del cibo, pronta a traslocare verso il cuore della città perché – come ha spiegato al Corriere della Sera Giuseppe Sala, commissario per Expo 2015 –

dare spazio a tutti sta diventando difficile, e in questo modo risolviamo il problema dando un’idea tangibile del fatto che vogliamo si tratti di un’esposizione diffusa.

Tra i più grandi “mangiatori di spazio” gli Emirati Arabi, che hanno affidato alla celebre archistar Norman Foster il compito di disegnare uno stand avveniristico per farsi conoscere non solo come Paesi produttori di petrolio, ma anche come nuovo snodo cruciale per i voli che uniscono l’Ovest e l’Est del mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *