Energia dall’acqua: arriva l’olandese Aquacell

Una batteria che si carica se immersa nell’acqua: una piccola rivoluzione eco-friendly, lanciata sul mercato dal brand Aquacell, che ha fatto dell’ “energia positiva” il suo mantra distintivo.

Niente più corrente elettrica o raggi solari per ricaricare le pile AA o AAA: d’ora in poi basterà aver a disposizione cinque minuti d’orologio e un bicchiere d’acqua per ottenere l’energia necessaria a far funzionare il telecomando o la radiosveglia.

Nate dalla mente di uno scienziato olandese, Niels Bakker, insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, le batterie Aquacell hanno visto l’introduzione sul mercato dopo quasi quattro anni di ricerca su svariati aspetti del prodotto. Il design pulito, una composizione il più possibile priva di materiali pesanti e un tempo di carica davvero da record sono stati il frutto di un lavoro rigoroso e appassionato.

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Semplici e innovative, hanno destato molto entusiasmo nel settore energetico. “Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche – spiega in un’intervista Patrice Horowitz – Non hanno nessuna tensione o amperaggio”. Di conseguenza non avrebbero nemmeno una data di scadenza, a differenza delle pile alcaline la cui vita media si stima attorno agli otto anni. A onor di cronaca, l’unico inconveniente finora riscontrato è stata una durata e una potenza rilasciata leggermente inferiori rispetto alle batterie tradizionali.

I vantaggi però spostano l’ago della bilancia decisamente verso la promozione di questa nuova tecnologia: le materie prime utilizzate per la produzione  provengono per la maggior parte da fonti sostenibili. A differenza delle batterie tradizionali, sono stati infatti rimossi anche quasi tutti i metalli pesanti e altri materiali pericolosi come l’idrossido di potassio.

Non resta quindi che provarle, queste strane batterie all’acqua!

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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