arriva Fairphone, lo smartphone etico

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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E’ cominciata la distribuzione di Fairphone, lo smartphone “etico” dell’omonima fondazione olandese che sta lavorando dal 2011 al progetto di un cellulare di ultima generazione “equo e solidale” perché costruito nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori che materialmente lo assemblano.

Come tutti gli smartphone che si rispettino, anche Fairphone si è meritato recensioni in serie e l’onore del video unboxing, una “cerimonia” – piuttosto stravagante e povera di contenuti – che gli appassionati di tecnologia dedicano a tutti gli ultimi modelli lanciati sul mercato (sempre più popolato e ricco) dei devices mobili.

Più che quello che sta sotto la scocca di Fairphone, però, a destare interesse è quello che c’è ancora prima, a livello di filiera produttiva. Nel blog della fondazione si legge infatti che

lo stagno per le saldature proviene da Paesi conflict-free

(dunque non andrà a finanziare i “signori della guerra” che detengono le chiavi del potere in molti Stati dell’Africa); oppure che delle bobine utilizzate per la produzione..

..una contiene condensatori in tantalio della Repubblica Democratica del Congo, estratto nell’ambito del progetto Solutions for Hope.

immagine tratta dal sito fairphone.com

immagine tratta dal sito fairphone.com

Controllo sulle materie prime e sulle condizioni dei lavoratori che le vanno ad assemblare (la produzione di Fairphone è localizzata in Cina, da anni il più grande laboratorio di realizzazione per gli smartphone e i tablet dei marchi più famose) sono insomma le caratteristiche salienti di questo smartphone, che comunque anche a livello di hardware riesce a difendersi bene: stiamo infatti parlando di un Android 4.2.2 con display touchscreen da 4.3″ (risoluzione 960×540 pixel) dotato di processore quad-core a 1.2GHz; 1GB di RAM e 16GB di spazio di archiviazione necessario per supportare – tra l’altro – una fotocamera posteriore da 8 megapixel.

Sul sito di Fairphone, poi, è possibile scaricare – in un’ottica di piena trasparenza – la distinta di tutti i costi che vanno a comporre il prezzo finale del prodotto. Tra questi ci sono anche i 22€ che vengono destinati dalla fondazione olandese a ulteriori progetti di sviluppo sostenibile e realizzazione di software open-source.

Una linea che è stata premiata: di 25mila Fairphone messi in vendita al lancio ne sono stati già acquistati.. 25mila. Questo nonostante il prezzo – 325€ – non sia certo alla portata di tutte le tasche (quanti di noi possono spendere tutti questi soldi per uno smartphone?). E’ il segno del fatto che lo smartphone è ormai diventato un oggetto percepito come necessario da molti, e identitario: scegliere quale acquistare, insomma, è anche un modo per esprimere i valori che si hanno a cuore, e molti stanno premiando la scelta di realizzare uno smartphone “etico” come Fairphone.

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